Freelance e lavoro autonomo: perché conviene a tutti

Oltre 5 milioni di freelance in Italia e ben 57 milioni negli USA. Il lavoro autonomo è ormai la più importante rivoluzione del mondo del lavoro. E noi di Black Tie, esploratori dell’innovazione e pionieri nell’animo, vi spieghiamo i pro e i contro e proviamo a condividere qualche riflessione.

Upwork Freelance in USA infographics

Dal sondaggio “Freelancing in America 2017” – ©Upwork Global Inc.

Secondo le previsioni, tra meno di 10 anni, nel 2027, i lavoratori autonomi oltreoceano potrebbero superare addirittura i dipendenti. Naturalmente il processo sarà guidato dai millennials di cui quasi la metà, sempre negli USA, già opera in modalità freelance. Non solo smartworking con alternanza casa-ufficio dunque, ma totale autonomia nella gestione del proprio tempo e dei propri spazi.
 

IL LAVORO AUTONOMO CONVIENE ALLE AZIENDE?

La risposta è assolutamente sì. E le ragioni sono molteplici:

  • Aumento della produttività: il lavoratore autonomo viene retribuito in base alle effettive ore di attività e al lavoro svolto. Inoltre, i collaboratori posti al centro del processo produttivo, coinvolti e responsabilizzati, hanno un rendimento più alto.

  • Riduzione dei costi fissi e variabili: affidarsi ai servizi di lavoratori autonomi significa poter sgravare l’azienda di costi fissi come attrezzature e dispositivi, oltre che alleggerire i costi variabili legati al consumo energetico, all’utilizzo di servizi ecc.

ESSERE FREELANCE CONVIENE ANCHE AI PROFESSIONISTI.

Il lavoro autonomo non conviene solo alle aziende. Anzi, mostra prima di tutto una serie di vantaggi proprio per lo stesso professionista.

  • Flessibilità: la possibilità di gestire in autonomia tempi, ritmi, luoghi, è impagabile. E poi flessibilità fa rima con opportunità, con l’approccio a nuovi ambienti di lavoro e la conoscenza di nuovi professionisti in spazi comuni come i coworking.

  • Merito: il lavoro autonomo premia le competenze, l’imprenditorialità, la capacità di tessere reti di relazioni consistenti, con relative responsabilizzazione e crescita professionale molto rapida.

LAVORO AUTONOMO: LE CRITICITÀ.

Sarebbe poco realistico trattare un tema così importante senza nemmeno un accenno agli aspetti potenzialmente critici.
Dal punto di vista dell’organizzazione che offre lavoro, i rischi più grandi sono sicuramente legati ai temi della riservatezza dei dati aziendali e al controllo delle attività dei collaboratori. L’esperienza ci insegna, tuttavia, che questi aspetti possono essere tranquillamente gestiti attraverso opportune cautele di ordine legale e manageriale.

L’aspetto più problematico dal punto di vista del lavoratore è invece quello del dumping, ovvero il rischio di squalificare le competenze e creare offerte al ribasso, ma se, come noi, il professionista crede nel merito e nel talento, questo sarà un’ulteriore opportunità per selezionare le aziende con le quali  lavorare, nell’ottica del reciproco rispetto.