Un corso per imparare l’orgoglio di essere dipendenti pubblici

di Matteo Pucciarelli

Pubblicato su La Repubblica Milano del 20/12/2019

Dai corsi per l’inserimento nella complessa macchina organizzativa di Palazzo Marino – da inizio legislatura, nel 2016, sono state assunte circa 2mila persone – allo scambio di esperienze tra vecchi dipendenti e nuovi. Il 2019 del Comune si chiude con l’attivazione e conclusione di cicli di formazione per 9.209 dipendenti, sui 15 mila totali. L’investimento non è stato tanto e solo su quelli obbligatori, tipo sulla sicurezza e sulla privacy; ad esempio, una volta entrati in ruolo, il programma di accoglienza prevede un corso con obiettivo di «sviluppare un forte senso di appartenenza e di orgoglio del ruolo pubblico, condividere i valori e la cultura di riferimento, attraverso la costruzione di una relazione basata su aspettative chiare e obiettivi di prestazione condivisi». Oppure nell’elenco dei corsi c’è la ricerca di una sinergia tra “profili junior e senior”, vale a dire un ideale passaggio di consegne tra impiegati e funzionari di vecchio corso con le nuove leve. Ci sono approfondimenti anche sulle linee guida per l’adozione della parità di genere nei testi amministrativi e nella comunicazione istituzionale, così anche sull’esperienza della maternità e della paternità per i neogenitori (a questo corso hanno partecipato 87 persone): «Un per corso di accompagnamento dedicato ai futuri neogenitori, un modo diverso di guardare al binomio di genitorialità e lavoro, che ha l’obiettivo di valorizzare il potenziale formativo dell’esperienze delle mamme e dei papà».

L’assessora alle Politiche del Lavoro Cristina Tajani spiega che «questi corsi di inquadrano all’interno di un investimento formativo in cui crediamo molto, utile a favorire l’integrazione tra lavoratori, la soddisfazione degli stessi e non per ultimi dei cittadini che si avvalgono dei servizi comunali». Tra l’altro nel 2020 decade il vincolo di spesa deciso a livello nazionale ormai nel 2007, che per Milano si attestava su circa 200 mila euro annui. «Alcuni enti privati ci hanno offerto consulenza a prezzi stracciati, utilizzando modalità sperimentali», continua Tajani. Il Comune «sta diventando un punto di riferimento per la qualità e l’innovazione nella formazione dei propri collaboratori. Siamo stati felici di mettere a disposizione strumenti e professionalità, con l’obiettivo di favorire lo smart working e valorizzare la diversità di genere e generazionale. I risultati sono stati sorprendenti in termini di coinvolgimento delle persone e condivisione della conoscenza» chiosa Nicolò Boggian, ad di Black Tie Professional.