Con il diffondersi del coronavirus, aziende e istituzioni in tutto il mondo continuano a promuovere lo smart working per arginare i rischi relativi alla situazione. La nuova realtà che si sta delineando in tempi di crisi ha fatto sorgere più intensamente la riflessione sull’eventualità che questo assetto organizzativo possa protrarsi anche quando l’emergenza sarà terminata, valutando quale impatto ciò possa avere sulle aziende e sui lavoratori.

Secondo un’indagine condotta in marzo da Astra Ricerche per Manageritalia, che ha raccolto le valutazioni di 1.500 manager in tema di smart working, generate dalla crisi legata al coronavirus, l’87,4% degli intervistati sostiene che “una flessibilità lavorativa potrebbe sicuramente, ancor più in periodi normali, portare vantaggi per i lavoratori”, e il 68,5 % ritiene che la stessa flessibilità può “portare vantaggi per la produttività aziendale”.

Un dato significativo che mostra la voglia di un’evoluzione sul tema e l’accoglienza di un futuro che si sta delineando giorno dopo giorno nell’ambito di una crisi che, come in ogni grande sfida, offre l’opportunità del cambiamento. Come scrive Antonio Aloisi, Assistant Professor di Diritto del Lavoro Europeo e Comparato presso la IE Law School, “da queste difficoltà possiamo imparare qualcosa”. Secondo Aloisi, “ci sono numerose iniziative ad ampio spettro che possono offrire soluzioni manageriali per questo periodo di inevitabile difficoltà”.

Sempre in base al sondaggio di Astra Ricerche, il 79,3% dei manager italiani intervistati ritiene che “l’obiettivo debba essere quello di un vero smart working che richiede un forte cambiamento organizzativo che non è sempre possibile attuare nell’emergenza”. “Smart working” scrive Aloisi, “anche conosciuto come ‘lavoro agile’ e spesso confuso con una delle cose che lo hanno preceduto, con il nome di ‘telelavoro’, è una modalità flessibile che offre la possibilità di completare obiettivi di lavoro ovunque e in qualunque momento. Questo modello di lavoro innovativo è emerso grazie al rapido sviluppo di strumenti digitali che stanno rivoluzionando il lavoro e la vita di tutti i giorni”.

Eppure non è abbastanza. “Ciò di cui i moderni luoghi di lavoro hanno bisogno per un decente futuro lavorativo è una riorganizzazione che mette la persona al centro” continua Aloisi. “Questa raccomandazione è valida non solo in caso di emergenza”. Le parole chiave sono “adattabilità, solidarietà, responsabilità”: per mantenere o anche aumentare la produttività, in seguito a ciò che sta avvenendo nel mondo, bisogna insomma riorganizzare il mondo del lavoro in modo tale che anche dopo lo stato di emergenza ci sia flessibilità. “Per sfruttare appieno il potenziale dello smart working e migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori coinvolti, sono auspicabili iniziative di formazione e sensibilizzazione sia per i dipendenti che per i dirigenti. Tali schemi dovrebbero concentrarsi sull’uso sostenibile della tecnologia e sulle sue potenziali carenze, nonché sulla gestione efficace delle libertà estese ai dipendenti”.

Le stesse Black Tie e White Libra sono consapevoli che l’emergenza globale sta accelerando in modo importante la necessità di digitalizzare le attività da remoto. Le aziende sono invitate oggi a compiere un percorso diverso e molto solido per sopravvivere ad un cambiamento, che nasce da una situazione di emergenza, ma che senza dubbio diventerà duraturo. Per questo Black Tie e White Libra stanno da tempo (giocando d’anticipo sul coronavirus) mettendo a disposizione delle aziende più innovative lo Smart Working Accelerator, una piattaforma programmabile capace di integrare tante applicazioni, anche già in uso alle aziende, in un unico strumento digitale di organizzazione del lavoro e di collaboration. Con la visione di favorire quelle opportunità nascoste nelle grandi sfide, da cogliere con slancio, determinazione e un pizzico di coraggio.

L’innovazione dello Smart Working Accelerator nasce dalla sinergia di una tecnologia d’avanguardia con skills specifiche e trasversali, patrimonio di Black Tie Professional, utili a disegnare per ogni azienda un piano di implementazione personalizzato, in base ai singoli obiettivi. Il set up può essere personalizzato in base alle specifiche esigenze: valorizzazione del talento, formazione full digital, progetti di comunicazione interna su vari canali, gestione supply chain digitale e progetti da remoto anche integrando fornitori o consulenti esterni per la massima sinergia possibile, in un’ottica di open innovation.

In considerazione della delicata situazione attuale, anche Black Tie e White Libra stanno prendendo iniziativa, offrendo gratuitamente in questi giorni la licenza alle prime aziende che ne faranno richiesta. L’impatto di questa crisi su scala globale deve rendere tutti noi sensibili al cambiamento per il futuro del mondo del lavoro e non solo. Come detto dal prof. Aloisi, rafforzare quei valori sociali di adattabilità, solidarietà e responsabilità, “può essere fatto solo se implementiamo politiche organizzative mettendo le persone al centro”.