La recente indagine condotta dalla startup Whitelibra e rivolta esclusivamente a chi sta lavorando da remoto in seguito all’emergenza Covid 19, ha fornito dati molto interessanti sullo smart working, sull’impatto che ha a livello di produttività, conciliazione con la vita privata e nelle organizzazioni.

Il 75% dei partecipanti, che in precedenza non svolgeva la propria attività in questa modalità di ‘lavoro intelligente’, ha espresso il desiderio di continuare a praticare così anche in futuro. Certo, l’esperienza fatta in queste settimane può assomigliare di più ad un telelavoro forzato, che non ad un vero smart working, la cui definizione legale al momento non rende pienamente giustizia a ciò che rappresenta dal punto di vista concettuale. Eppure questo dato riporta una sperimentazione in atto che, per quanto priva di strumenti adeguati a supporto, merita attenzione e manifesta una certa predilezione da parte delle persone.

E per quanto riguarda il work-life balance? Si prospetta un equilibrio possibile: sul campione di rispondenti all’indagine, il cui 54% costituito da genitori con figli a casa, ha espresso come lo smart working non abbia generato alti livelli di stress. Il 63% ha dichiarato di avere uno spazio in casa dedicato esclusivamente al lavoro. Da qui nasce un’indicazione interessante per le aziende, per i co-working e in generale per chi offre spazi fisici per il lavoro, che a questo punto non risultano indispensabili e dovranno perciò costruire e offrire una gamma di servizi ad alto valore aggiunto, se vorranno fidelizzare i loro utenti.

Il gradimento è alto sia negli uomini che nelle donne, e per queste ultime in particolare la produttività del lavoro sembra essere significativamente più alta in modalità smart rispetto alle forme di lavoro tradizionale.

Cosa cambia? L’organizzazione, innanzi tutto, e la produttività sale. Ben il 92% degli intervistati dichiara di lavorare molto o comunque non meno che nelle attività in presenza, con un effetto positivo sulla produttività. D’altronde il 47% delle persone ritiene che l’azienda in cui lavora abbia in corso iniziative per cambiare significativamente il modello organizzativo o di business: si tratta soprattutto delle aziende medio grandi, mentre le PMI soffrono un po’ il cambiamento. Il fattore organizzativo si rivela fondamentale per aumentare la produttività di lavoro.

Veniamo agli strumenti di lavoro: dominano le attività di comunicazione in video call, utilizzate dal 95% dei rispondenti alla survey, la formazione dal 73% (in molti casi con piattaforme di e-learning), i pagamenti digitali (49%), i sistemi di collaboration (47%) e i co-working (37%). Si conferma la tendenza verso un forte investimento nella comunicazione interna, mentre ancora non si registrano strumenti più evoluti di tecnologia (es. Intelligenza Artificiale) al supporto delle decisioni e delle attività dei singoli.

Gli spunti sono parecchi e non mancano le possibilità di confrontarsi al riguardo: ti invitiamo a far parte della nuova community Digital Work City, per una restituzione e discussione dei dati. Cos’è Digital Work City? Si tratta di un progetto ideato dalla startup Whitelibra, con l’obiettivo di sviluppare un nuovo ecosistema digitale del lavoroNella community si condividono informazioni sui temi del mercato del lavoro e sul futuro del lavoro con l’aiuto del mondo accademico, di esperti di politiche del lavoro, avvocati ed esperti di tecnologie digitali. Oltre a risorse digitali ed eventi per stare al passo con le continue evoluzioni del settore.

In base ai risultati della smart working survey, sembra di assistere almeno nelle medie grandi aziende ad un rapido e felice adattamento ad una situazione di emergenza, tanto da immaginare una difficile rinuncia in futuro, considerati tra l’altro gli importanti vantaggi sociali e ambientali connessi. Per dirla con le parole di Nicolò Boggian, Co-Founder e CEO di White Libra: “è una questione di produttività, di civiltà e di innovazione”. Siete curiosi anche voi, quanto noi, di aprire una finestra sul futuro e sbirciare le potenzialità in azione?