di Simona Bertagna

Il futuro è ibrido: dal blended working alla hybrid communication fino al training in versione mix di reale e virtuale. E potrebbe essere un’ottima opportunità per le aziende e per chi nelle o con le aziende lavora.

Per la prima volta in 20 anni di esperienza professionale nel magico mondo della comunicazione interna ed esterna, sento che qualcosa sta cambiando davvero. Intendo dire che è la percezione a cambiare e che i Direttori Marketing e comunicazione, gli Event Manager, i Formatori si trovano a ragionare su un nuovo, accattivante, modo di lavorare, comunicare, fare coaching, ancora un po’ inconsapevolmente. E credo proprio che chi è particolarmente resistente al cambiamento sia ormai costretto ad arrendersi all’evoluzione della specie. Perché per dirla con Charles Darwin: “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento

Perché le auto ibride piacciono? Perché chi le possiede ha scelto un futuro vincente e pulito, nel senso più letterale del termine, ma allo stesso tempo ha fatto una scelta rassicurante, senza lasciare del tutto il vecchio per il nuovo. Coloro che erano abituati agli eventi dal vivo con migliaia di persone, agli Auditorium pieni zeppi, alle dinamiche d’aula tradizionali sono stati di colpo scaraventati in un mondo totalmente e solamente digitale. Un bello shock. Purtroppo sotto molti punti di vista. E, a mio parere non un futuro sostenibile. Meglio invece qualcosa di ibrido, di blended.

Sono un’estimatrice della filosofia degli opposti, yin e yang, e credo che le due facce di una stessa medaglia- reale e virtuale – possano oggi arricchire il mondo della comunicazione e del training. Tra l’altro, da sempre prediligo il carattere positivo del digital, perché trovo che sui piatti della bilancia valga molto di più la miriade di opportunità che ci dà dei rischi che ci fa correre. E’ per lo più una questione di consapevolezza e di buona gestione.

Certo però il digitale da solo è alienante e l’esperienza di questi lunghissimi mesi inquietante. E allora perché non puntare sul motore ibrido della comunicazione, degli eventi e del training?

In questo lungo periodo di riflessione credo di aver trovato la chiave di volta: un salutare mix di ciò che di più bello c’è nella realtà – le persone – con gli effetti speciali del digitale. In questo modo costruiremo un ponte, solido ma flessibile, e faremo tesoro di ciò che abbiamo imparato. Potremo di nuovo riunirci in location spettacolari e di grande ispirazione, fare esperienze in prima persona sulla nostra pelle, ma anche coinvolgere persone molto distanti fisicamente e culturalmente, salvaguardando la diversità e il portafogli aziendale, facendo vivere a tutti la stessa emozione con strumenti coinvolgenti come la realtà virtuale, la realtà aumentata o il gaming.

Benvenuti nella nuova era: il futuro è ibrido.