di Simona Bertagna

Ci avviciniamo all’era del Web 3 o 3.0, con la rete 5G e la blockchain come elementi chiave di un nuovo, affascinante mondo digitale, che promette di essere ancora più democratico – come il creatore del world wide web Tim Berners Lee sognava – ma vede in realtà ad oggi protagoniste indiscusse poche big tech.

Eppure mi piace pensare che tutta questa rivoluzione porti con sé nuove opportunità – che naturalmente vanno gestite con attenzione- ma che possono aprire porte su strade inimmaginabili fino a pochi anni fa. Il primo è sicuramente avere a disposizione una quantità impressionante di informazioni, dati, contenuti provenienti da fonti globali. Ed ecco cosa ho scoperto dalle più autorevoli.

Mentre mi addentravo in questi giorni a studiare i nuovi scenari e Mark Zuckerberg lanciava Meta, mi sono imbattuta in cifre notevoli a proposito di Metaverso:

Ho scoperto che ogni anno vengono spesi in beni virtuali 10 miliardi di dollari, secondo BNP Paribas, crescendo improvvisamente nel corso del 2021.

In rete sono moltissimi i video che illustrano il mondo degli NFT (non fungible token): oggetti virtuali che, grazie alla blockchain, acquistano un valore economico e possono essere scambiati, tutelando la proprietà intellettuale dei loro creatori.

Ma la cosa che ancor di più mi ha impressionato è che i videogames, che contano 3 miliardi di appassionati, sono ormai di molto preferiti alle più tradizionali forme di intrattenimento broadcast dalle nuove generazioni e che il 46% dei giocatori sono donne. Un numero da tenere ben presente per quei brand che parlano ad un’audience femminile.

Ed ecco che, come racconta Bloomberg, lo streetwear viene sostituito dallo screenwear e i brand del lusso – da Louis Vuitton a Gucci- iniziano a vestire affascinanti avatar, mentre nascono start up che creano capi d’abbigliamento virtuali, perfetti sia per “vestire” una nostra foto da postare sui social sia da far indossare ad un nostro avatar dentro il Metaverso.

Nike addirittura decide di non attendere la nascita dei nuovi mondi e dà vita a Nikeland, dentro la piattaforma di videogiochi Roblox, che vanta ben 200 milioni di utenti al mese.

La ripercussione più positiva di tutto questo è certamente l’impatto sull’ambiente, perché c’è una splendida notizia: il passaggio alla produzione di beni virtuali si tradurrebbe in ben il 97% in meno di CO2 prodotti.